15122017Ultime Notizie:

Una Leggenda Metropolitana è solitamente una storia insolita o inverosimile ma…

mostriUna “leggenda metropolitana” è, solitamente, una storia insolita e inverosimile, normalmente a trasmissione orale e che, ricevendo eco dai media, prende la “patente di credibilità”: devono il loro nome alla traduzione dell’ espressione inglese “urban legend”, che ha iniziato a diffondersi negli Stati Uniti negli anni Settanta; prima, lo stesso fenomeno, veniva chiamato voce, in inglese “rumor”.

Fenomeno culturale diffuso, è denominata “metropolitana” per il fatto che essa è nata e si è diffusa nella civiltà moderna, più legata alla città che alla campagna.

 

Allport e Postman, i due pionieri della ricerca condotta negli Stati Uniti sull’origine di questo particolare tipo di storie, hanno definito la voce come “Una precisa affermazione destinata ad essere creduta, trasmessa da persona a persona, solitamente di bocca in bocca, senza che siano presenti prove certe della sua veridicità”.

Knapp, nel 1944 la definisce una dichiarazione riferita all’attualità, che pur non essendo verificata viene accettata come vera.

Lo scrittore J.H.Brunvand, scrive: “Il fenomeno delle varianti assomiglia a quel vecchio gioco di società chiamato il telefono senza fili. I giocatori stanno in cerchio e una persona bisbiglia una frase al giocatore vicino che, a sua volta, la bisbiglia alla persona successiva, e via dicendo. Quando l’ultimo giocatore dice ad alta voce la frase che ha sentito, ci si trova spesso di fronte ad una variante che ha ben pochi elementi comuni con l’originale“.

Paolo Toselli ha fondato nel settembre del 1990, ad Alessandria, il “Centro sulle Voci e le Leggende Contemporanee”, il cui scopo non è solo raccogliere e studiare le leggende metropolitane, ma anche diffondere a livello nazionale le informazioni su questo argomento.

 

Principalmente, le leggende metropolitane sono ipotetici fatti presentati come realmente accaduti e attribuiti a dei terzi; talvolta sono legati a leggende più antiche e poi modernizzate.

Generalmente hanno a oggetto notizie strane e affascinanti, che giungono di continuo alle nostre orecchie, ma prive di alcun riscontro oggettivo: si possono considerare i corrispettivi moderni delle “leggende”, che, in passato, circolavano in un’area ristretta grazie alla diffusione orale, mentre oggi viaggiano molto più velocemente sui canali dei media internazionali.

Sono considerate storie vere: hanno avuto davvero luogo e da poco tempo, in un posto non troppo lontano. Il tipico evento da leggenda metropolitana è successo sempre a qualcun altro, ma comunque a persone abbastanza vicine a chi lo racconta o, per lo meno, ad “amici di amici”: individui comuni.La mancanza di una possibile verifica non sminuisce assolutamente il fascino che queste esercitano su di noi; le gustiamo e tendiamo ad ascoltarle come racconti degni di fiducia.

 

Queste storie non hanno un testo fisso, e ogni variante contribuisce a capire meglio una determinata leggenda urbana. La maggior parte sono semplicemente frutto dell’immaginazione: si trasformano mano a mano che si diffondono, ma vengono raccontate sempre come vere.

 

Come tutte le leggende, traggono la loro origine dalle più diffuse paure umane poggiandosi sulle comuni angosce, nonché sui pregiudizi: un considerevole numero di leggende diventano veicoli di discriminazioni e diffidenze pericolose.

Esistono in quanto noi vi crediamo: i fatti danno vita a storie e le storie si tramutano in fatti. Sicuramente le leggende e le esperienze reali appartengono a due differenti aspetti della “realtà” che convivono, influenzandosi l’un l’altro.

 

Bisogna, però, ammettere che sono divertenti e fantasiose e questo aumenta il loro potere di attrazione e propagazione; spesso diventano film o entrano nei romanzi come motori narrativi, sviluppando parecchie versioni dello stesso tema, quasi a volerlo arricchire.

Ad esempio il “Moongate” contiene tante teorie del complotto: già qualche mese dopo l’allunaggio (1969) c’è stato un articolo di Panorama che lo negava. In seguito, nel 1978, è uscito il film Capricorn One che racconta di una spedizione spaziale su Marte che in realtà non è mai avvenuta. Basta sostituire Marte con la Luna e viene fuori che la spedizione spaziale dell’Apollo 11 è un inganno.

 

Ma qual è la differenza tra bufale e leggende metropolitane?

La bufala, come quella dei falsi Modigliani, in genere si scopre subito: nel 1984 furono trovate tre sculture rappresentanti tre teste che vennero attribuite a Modigliani dalla maggior parte degli storici dell’arte; dopo qualche giorno alcuni studenti universitari confessano di averne realizzata una e in breve si trovò anche l’autore delle altre due.

Se le bufale hanno vita breve, le leggende metropolitane possono, invece, essere molto longeve come, ad esempio, quella dell’autostoppista fantasma: Brunvand fu il primo a studiarla trovandola nelle cronache settecentesche. Un ragazzo va in discoteca dove conosce una ragazza fredda e molto bella: lei se ne sta per conto suo, appartata e ritrosa, ma lui vuole conoscerla; ad un certo punto la tocca ed è quasi cadaverica. Lei vuole andarsene e lui si offre di accompagnarla in macchina, ma hanno un incidente: la ragazza esce dall’auto e scappa. Lui la cerca nel bosco e vede, in lontananza, la luce di una casa: bussa e gli apre una signora. Le racconta quello che è successo. La signora scoppia a piangere, va di là e torna con la foto della ragazza che è la figlia morta da dieci anni.

 

Molte sono anche le leggende legate al mondo della musica: Jim Morrison sarebbe ancora vivo, come Elvis Presley, ma la più nota è attribuita a Paul McCartney, sostituito da un sosia, un bravissimo bassista mancino. Paul McCartney ci scherza, o ci si arrabbia e intanto questa leggenda è diventata un gigantesco gioco planetario.

 

Tra le più note leggende metropolitane alcune spiccano su altre:

SEGNALI SOTTO CASA: per caso avete notato dei segni strani, tracciati col gesso, sul portone di casa o incisi sul citofono? Si tratta di messaggi in codice apposti dagli zingari e ad avvalorare il tutto, un volantino che raccoglie i simboli e il loro significato, ma la sua origine si perde nella notte dei tempi come molte leggende metropolitane.

IL RENE SOTTRATTO: un uomo d’affari è in viaggio con alcuni colleghi. Una sera, in un bar viene adescato da una bellissima donna la quale, dopo una notte appassionata, lo abbandona nella sua stanza d’albergo, senza spiegazioni e con un rene in meno! In molti casi il luogo dell’adescamento è la discoteca ed il ragazzo vittima della misteriosa “bionda rubarene” viene operato a bordo di un furgone perfettamente attrezzato. Tutto falso, anche se alcune volte la storia è stata spacciata per vera dai giornali stessi: è una tra le leggende più diffuse nel corso degli anni Novanta in Italia.

ORRORI ALIMENTARI: spesso si diffondono storie che paio avere l’intento di rovinare una sana e onesta attività. Le due leggende più comuni sono:

- carcasse di cani o gatti reperite nei cortili o nei frigoriferi di ristoranti;

- ripieni di cibo per gatti negli agnolotti prodotti da negozi di pasta fresca.

 

Si tratta, nella maggioranza dei casi, di ignobili menzogne che non hanno nessun riscontro: chiacchiere, assimilabili come metodo e caratteristiche alle leggende metropolitane.

Negli anni Sessanta, si diffuse la voce che la carne nelle scatolette fosse di cane anziché di manzo; qualcuno narrava di aver visto dei cani fuggire dal furgone di una ditta produttrice di carne in scatola, coinvolto in un incidente stradale.

Consistenza e impossibilità di risalire agli ingredienti che lo compongono hanno reso anche il dado da brodo vittima di dicerie: è stato detto che i dadi sono fatti con carne di serpente, topi e perfino carne umana. Secondo altri si tratterebbe di residui delle lavorazioni nucleari.

Anche gli hamburger serviti nei fast-food non ne sono usciti indenni: sarebbero confezionati con carne di topo macinata.

 

Altre voci, diffuse, sono riferite alla “Nutella” e alla gomma da masticare “Big Babol”:

la prima sarebbe fatta con grasso di balena, di foca, oppure di nutria; le seconde avrebbero come ingredienti primari le cose più ignobili: fegato, ossa, code di topo, pelo pressato e grasso, che spiegherebbe la proprietà di creare palloncini così grandi.

Nel 1997 la polizia palestinese lanciò l’allarme per un chewing gum in vendita a poco prezzo nei territori occupati che si diceva capace di scatenare gli appetiti sessuali femminili, di portare alla sterilità e di distruggere il sistema genetico dei bambini. Un’arma diabolica messa in commercio dagli israeliani per annientare il nemico!

 

Come si spiegano queste storie?

Intanto, con il fatto che tendenzialmente crediamo a quello che ci dicono.

In mancanza di una spiegazione, la nostra mente si aggrappa a un meccanismo plausibile: vuole qualcosa di consolatorio, perciò meglio un’illusione, una leggenda, piuttosto che niente.

 

 

Valentina G.

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