18112017Ultime Notizie:

ANAS avvia le adesioni per ricorso di riconoscimento servizi pre-ruolo per docenti e personale ATA

ricorso-pre-ruolo-anasDopo le innumerevoli Sentenze di accoglimento in tutti i Tribunali di Italia , L’A.N.A.S.,promuove i ricorsi innanzi ai Tribunali di tutto il territorio nazionale, per dare la possibilità a tutto il personale docente, educativo ed Ata, immesso in ruolo , di ottenere il riconoscimento, dell’intero periodo di servizio pre-ruolo (svolto, in istituti sia statali che paritari, per un periodo superiore 4 anni), ai fini della ricostruzione di carriera e della progressione economica e, dunque, anche ai fini pensionistici. Ed invero, con la normativa nazionale attualmente in vigore tale riconoscimento non avviene per intero, bensì solo in minima parte (in particolare, viene valutato per intero solo fino a 4 anni, con la parte eccedente valutata per soli 2/3 ai fini giuridici e la restante parte pari ad 1/3 valutata ai soli fini economici).

Ciò produce effetti negativi sulla ricostruzione di carriera del personale scolastico– che, per poter ottenere il riconoscimento per intero dei servizi pre-ruolo, si trova costretto a dover domandare il “riscatto” dei servizi pre-ruolo non riconosciuti (e, dunque, a pagare i contributi ad essi relativi, ratealmente tramite trattenuta sullo stipendio, ovvero in un’unica soluzione, anche tramite compensazione con il T.F.R.) – ed incide negativamente, ed anche in maniera rilevante, sull’ammontare della pensione (determinata con il sistema contributivo), che infatti sarà inevitatilmente più bassa rispetto a quella che sarebbe percepita in caso di riconoscimento per intero dei suddetti servizi pre-ruolo.

In applicazione della normativa comunitaria che vieta la disparità di trattamento tra i docenti a tempo determinato (pre ruolo) e quelli a tempo indeterminato (immessi in ruolo), e delle sentenze della Corte di Giustizia Europea, tutti i Tribunali d’Italia, disapplicando la normativa nazionale eventualmente in contrasto con la suddetta normativa comunitaria, continuano a dichiarare il diritto di tutto il personale della scuola al riconoscimento, sia ai fini giuridici che economici, dell’intero servizio pre-ruolo, condannando anche il Miur a collocarlo nella posizione stipendiale maturata in seguito all’intero servizio pregresso svolto ed a corrispondere le differenze retributive dovute a seguito della suddetta ricollocazione.

L’adesione al ricorso presuppone che l’interessato abbia già richiesto e comunque ottenuto, non oltre 10 anni fa, il decreto di ricostruzione di carriera. Ciò in quanto la rivendicazione di natura giuridica è soggetta al termine di prescrizione decennale dalla data del decreto di ricostruzione di carriera, a differenza della rivendicazione economica, che sarà soggetta al termine di prescrizione quinquennale dalla stessa data, e che comporta la possibilità di recupero della posizione stipendiale completa.

Si specifica che a differenza degli altri studi legali e sindacati i quali per questo tipo di ricorso richiedono il 15% dell’importo riconosciuto al ricorrente a titolo di differenze retributive/risarcimento ,oltre alle spese di lite di soccombenza che il Miur potrebbe essere condannato a pagare in favore dell’avvocato distrattario del ricorrente , i legali dell’ A. n.a.s. non richiederanno nulla ai ricorrenti docenti, in quanto crediamo fermamente nella vittoria totale con soccombenza delle spese legali a danno del Miur.

In caso di esito negativo del ricorso, invece, il cliente non dovrà affrontare alcun’altra spesa legale, fatta salva l’ipotesi delle spese processuali “di soccombenza” che il Giudice potrebbe chiedere al lavoratore di pagare, ipotesi che, tuttavia, per tale tipologia di ricorsi, non dovrebbe presentarsi.

Requisiti: A chi è rivolto?
Docenti immessi in ruolo e che hanno ottenuto la ricostruzione della carriera da meno di dieci anni e che abbiano svolto almeno cinque anni di precariato.
Docenti e ATA di ruolo con più di 4 anni di servizio pre-ruolo, con nomina giuridica ed economica  successiva all’a.s. 2000/2001.


Cosa si chiede?
Riconoscimento ai fini economici per intero in luogo di due terzi di tutti gli anni di precariato eccedenti i primi quattro, già riconosciuti per intero dal Miur.

(con riconoscimento anche ai fini previdenziali e del TFR)Pagamento delle differenze stipendiali maturate negli ultimi cinque anni con l’anticipo degli scatti di anzianità e mantenimento del riconoscimento dell’anticipo degli scatti anche per il futuro.

Secondo il meccanismo attuale previsto dalla normativa di legge e contrattuale, nella ricostruzione di carriera il Ministero illegittimamente non riconosce tutto il servizio svolto dal docente supplente.
I Tribunale del Lavoro da tempo , garantiscono l’applicazione delle sentenze della Corte di giustizia europea del 19 luglio 2007 e del 18 dicembre 2011 e la conseguente disapplicazione del CCNL 2006/2009 vigente (firmato dai sindacati rappresentativi) e dell’art. 485 del Testo unico sulla scuola, perché sono in contrasto con il principio di non discriminazione scaturito dall’applicazione della direttiva europea sull’abuso dei contratti a termine, in assenza di ragioni oggettive relative alle mansioni svolte.
Il ricorso è utile anche per sbloccare la progressione di carriera per i neo-immessi in ruolo dal 1 settembre 2011 con servizio pre-ruolo, rimasti al livello dello stipendio iniziale, al fine di sfuggire al blocco del primo gradino stipendiale disposto dal CCNL integrativo del 4 agosto 2011.

Quali documenti servono?
-Copia del decreto di ricostruzione della carriera
-Copia Carta d’Identità e Codice Fiscale
-Copia della diffida al MIUR e ricevuta di ritorno
Se reddito inferiore ai limiti di legge, auto-dichiarazione per l’esenzione dal C.U. (Contributo Unificato)
-Sottoscrizione della convenzione con lo studio legale

Per poter aderire al ricorso è necessario pagare la tessera associativa A.N.A.S. del costo di 20,00 euro.
Costi di adesione:
L’adesione al ricorso comporta un costo di euro 259,00 per il pagamento del contributo unificato.
CONTATTARE IL NUMERO DI CELL. 3318038087

Gli interessati possono contattare lo Studio Legale sito in Palermo (3318038087 o via e mail anas.nazionale@libero.it)