ANAS GES a sostegno dei piu deboli e fragili con azioni concrete dal pasto caldo alle coperte

Prestare aiuto a chi più ha bisogno è un compito che, se svolto con reale interesse, necessita di cura e dedizione. Oltre alla coperta che protegge dal freddo, al pasto caldo che può risollevare una giornata, al giocattolo che strappa un sorriso, c’è un universo dietro, che può essere scorto solamente se si desidera scavare a fondo. Alcuni gesti, più di altri, possono aiutare concretamente a reinserirsi nella società, si pensi ad esempio all’ultima iniziativa del Gruppo G.E.S. (Gruppo Emergenza Sociale) dell’ANAS (Associazione Nazionale di Azione Sociale), di accompagnare i senza fissa dimora al comune per richiedere una carta d’identità.

Un mattone, il primo dei tanti che servirebbero, che favorisce il reinserimento in società di chi se ne è ritrovato ai margini. Avere un documento di identità in corso di validità può fare tanto sotto diversi punti di vista:

prima di tutto, restituisce, appunto, un’identità ad una persona,  nella pratica permette di accedere all’assistenza sanitaria, da la possibilità di farsi seguire dal punto di vista medico da strutture pubbliche, onlus e private.

Come accennato prima,  c’è una sfera privata molto importante: quel documento, scontato per tutti noi, permette alla persona di ricostruirsi interiormente. E’ una mano data  per risalire a galla, è un simbolo che può far sentire alle persone l’appartenenza alla loro città e scacciare al contempo il senso di solitudine e di isolamento che  ovatta le loro vite.

Post Correlati