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Segnali positivi di una ripresa nel 2017?

L’economia italiana dovrebbe continuare a crescere anche nel 2017, ma a piccoli passi: il 2016 si è chiuso con una crescita economica modesta che segnala un’uscita progressiva dalla crisi; il pil è cresciuto dello 0,8%.

Il governo ha stimato per quest’anno una crescita dell’1%; la Banca d’Italia ha tagliato le sue stime di un decimo di punto percentuale, al +0,9%.

Per quanto riguarda le prospettive dell’Istat sui consumi delle famiglie, ci si attende che il potere d’acquisto delle stesse continui a crescere dato che ha conosciuto un rialzo negli ultimi mesi dell’1,1%; anche Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), ha stimato che le famiglie italiane si dovranno preparare ad esborsare nel 986 euro in più, rispetto al 2016, per prezzi e tariffe di trasporti, servizi ed alimenti.

Ma a pesare sembra essere ancora l’inefficienza della Pubblica amministrazione, che costa oltre 30 miliardi di euro all’anno di mancata crescita: la denuncia arriva dall’Ufficio studi della Cgia che richiama l’esito di uno studio realizzato dal Fondo Monetario Internazionale. Il risultato poggia sulla tesi secondo la quale se la nostra amministrazione pubblica avesse in tutta Italia la stessa qualità nella scuola, nei trasporti, nella sanità e nella giustizia che ha nei migliori territori, il Pil nazionale aumenterebbe di 2 punti (ovvero di oltre 30 miliardi di euro) all’anno.

Rispetto ai 206 territori rilevati da questo studio, sette regioni del Mezzogiorno si collocano nelle ultime 30 posizioni: la Sardegna al 178mo posto, la Basilicata al 182mo, la Sicilia al 185mo, la Puglia al 188mo, il Molise al 191mo, la Calabria al 193mo e la Campania al 202mo posto; tra le realtà meno virtuose c’è anche il Lazio, che si piazza al 184mo posto della graduatoria generale. Solo la Turchia e la Bulgaria presentano uno score peggiore della Pa campana. Tra le migliori 30 regioni europee, invece, non vi è nessuna amministrazione pubblica italiana: la prima, la Provincia autonoma di Trento, si colloca al 36mo posto della classifica generale; la Provincia autonoma di Bolzano al 39mo, la Valle d’Aosta al 72mo e il Friuli Venezia Giulia al 98mo.

Nella classifica generale, la Pa italiana, si colloca al 17/o posto su 23 Paesi analizzati: solo Grecia, Croazia, Turchia e alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico presentano un indice di qualità della Pa inferiore al nostro. A guidare la classifica sono le Pa dei paesi del nord Europa: Danimarca, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi.

I segnali appaiono positivi sul fronte della ripresa” spiega l’Istat nell’ultima nota di aggiornamento mensile, “il punto è che parliamo pur sempre di una crescita modesta del pil, non in grado a questi ritmi di assorbire l’ancora elevato tasso di disoccupazione”.

 

Valentina G.