20102017Ultime Notizie:

Povertà educativa: Italia lontana dal target europeo

I dati sulla povertà educativa dei bambini italiani è drammatica: Sicilia e Campania si aggiudicano il primato delle regioni italiane dove è più scarsa e inadeguata l’offerta di opportunità educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni.

Al secondo posto della classifica (in negativo) Calabria e Puglia; fanno da contraltare Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, le aree più ricche di offerta formativa per i minori.

Il triste ritratto di un’Italia lontana dai target europei, in cui le opportunità per bambini e adolescenti sono esigue sia a scuola che fuori è quanto emerge dal rapporto di Save the Children, “Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?” e dal relativo Indice di Povertà Educativa (IPE) regionale, presentato a Roma in occasione della Conferenza di rilancio della campagna “Illuminiamo il Futuro”.

Scarsa l’offerta di servizi all’infanzia (13%), gravissima l’assenza del tempo pieno (non presente nel 68% nelle primarie e all’80% delle secondarie di primo grado) e insufficiente l’offerta di mense scolastiche (disponibili solo per il 52% degli alunni).

Il 59% degli studenti frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l’approfondimento: quasi il 20% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 25% in matematica, con un tasso di dispersione scolastica al 15%, che è ancora molto lontano dalla soglia del 10% fissata dall’Unione Europea per il 2020 e al 5% per il 2030, con profonde differenza tra Nord, Sud e Isole (il Veneto si ferma all’8%, mentre Sardegna e Sicilia si contendono il primo posto con il 24% di ragazzi che lasciano prematuramente la scuola).

In Italia il 48% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro, se non quelli scolastici, nell’anno 2015; il 69% non ha visitato un sito archeologico; il 55% un museo; il 46% non ha svolto alcuna attività sportiva.

L’analisi conferma la stretta correlazione tra povertà materiale e povertà educativa, ed è proprio nelle regioni ai primi posti della classifica di Save the Children che si registrano i tassi di povertà più elevati: in Italia sono 1.045.000 i bambini che vivono in povertà assoluta e si concentrano in particolare in regioni come la Calabria (quasi uno su quattro) o la Sicilia (poco meno di uno su cinque).

Dal rapporto emerge, inoltre, una connessione molto forte anche tra povertà educativa e i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano percorsi di istruzione: i bambini e gli adolescenti che nascono in zone dove maggiore è l’incidenza della povertà economica, una volta diventati giovani adulti, rischiano di essere esclusi perpetrando questa condizione per le generazioni successive.

Dall’inizio della campagna, Save the Children ha attivato in tutto il territorio nazionale 16 “Punti Luce”: Catania, Palermo, Bari, Brindisi, Gioiosa Ionica, Scalea, Napoli, Roma, Genova, Torino, Milano e Sassari; i “Punti Luce” sono spazi ad alta densità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati delle città, all’interno dei quali i bambini tra i 6 e i 16 anni e le loro famiglie usufruiscono di diverse attività gratuite, tra cui sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, gioco e attività motorie, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, educazione alla genitorialità, consulenze pedagogiche, pediatriche e legali.

I Punti Luce hanno finora accolto complessivamente circa 5.500 minori; inoltre, sono state assegnate 500 doti educative, piani formativi personalizzati per bambini in condizioni accertate di povertà, che prevedono contributi economici per l’acquisto di libri e materiale scolastico o altre attività educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino.

 

Valentina G.