18122017Ultime Notizie:

Patologie traumatiche dell’età evolutiva

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L’attività fisica rappresenta uno dei più validi mezzi per favorire lo sviluppo psicofisico ottimale dell’organismo, ma anche per conservarlo più efficiente nel tempo, limitando in tal modo i processi regressivi che inevitabilmente compaiono nel corso della vita.
Indubbiamente, tra gli aspetti più attuali e controversi della Medicina dello Sport in età pediatrica vi è quello relativo all’innegabile presenza di potenziali rischi che, soprattutto un allenamento intensivo della forza può determinare sull’apparato locomotore in accrescimento, per lo squilibrio tra lo sviluppo delle masse muscolari e la resistenza delle strutture scheletriche di sostegno.
Le lesioni da sovraccarico sportivo nell’atleta in età evolutiva sono variabili in rapporto diretto all’età dell’atleta, e sono influenzate dalla specialità sportiva praticata e da una serie di fattori, quali il livello agonistico posseduto, il grado di preparazione, il sesso, il tipo di terreno di gioco, la qualità delle scarpe e degli accessori.
La conoscenza dell’anatomia radiografica correlata all’età dell’atleta e la comprensione del meccanismo delle lesioni da sovraccarico sport-correlate è fondamentale per determinare il sito e l’entità del danno ed impostare il corretto trattamento.
La patologia traumatica dell’età evolutiva comprende un gruppo eterogeneo di processi morbosi spesso definiti indifferentemente con i termini di osteocondrosi, osteocondrite, apofisite, epifisite, necrosi avascolare o asettica, che colpiscono, nella gran parte dei casi, un solo segmento scheletrico sia esso costituito da una epifisi, da una apofisi o da un piccolo osso, nel momento della sua più vivace attività osteogenetica.
La caratteristica anatomica che rende esclusive le lesioni da sport nell’adolescente è costituita dalla cartilagine di accrescimento. Infatti, l’anello debole nella scala di resistenza allo stress, che nell’adulto è rappresentato dalla giunzione mio-tendinea o dai legamenti, nell’adolescente corrisponde alla cartilagine di accrescimento, in quanto meno resistente (alle forze in torsione-distrazione) rispetto all’osso, ai legamenti, ai tendini ed al muscolo.
In genere, lo scheletro immaturo dell’atleta è a rischio di lesioni della fisi e dell’apofisi sia nel trauma acuto che cronico. La diagnosi precoce ed un trattamento medico corretto sono cruciali per evitare una persistenza della sintomatologia dolorosa e si pone come fine ultimo il pronto ritorno alle attività sportive ed una funzione articolare ottimale a lungo termine.

 

 

Palermo
11 Giugno 2016

Giusy Modica
Consulente per la salute con lo sport presso l’Associazione Anas zonale Oreto.
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