20082017Ultime Notizie:

Palombari della Marina Militare intervengono in provincia di Messina per la bonifica di una bomba d’aereo della Seconda Guerra Mondiale

Venerdì 3 marzo 2017 si sono concluse le operazioni dei Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) in servizio presso il Nucleopatti2 SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta, dislocati presso la base del Comando Marittimo Sicilia (MARISICILIA). I Palombari specialisti delle operazioni di bonifica ordigni in mare sono stati attivati dalla Prefettura di Messina a seguito di una segnalazione da parte di un subacqueo che riferiva di un oggetto, riconducibile ad un ordigno esplosivo adagiato a 20 metri di profondità sul lato sud dello Scoglio di Patti (Me).

Le operazioni di bonifica sono iniziate lunedì 27 febbraio con la fase di ricerca e riconoscimento dell’ordigno che è risultato essere una bomba d’aereo americana da “500 libbre” del tipo AN -M 64. Il residuato bellico, ripulito delle incrostazioni calcaree, appariva ben conservato nonostante giacesse sul fondale marino da circa 75 anni, quando fu lanciato da un bombardiere americano durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’ordigno è stato rimorchiato in una zona a circa 3 miglia dalla costa, con un fondale di circa 300 metri, al fine di eseguirne il brillamento con l’applicazione di una contro-carica, osservando tutte le precauzioni per la tutela dell’ambiente marino. Le operazioni di scorta e vigilanza sono state assicurate dal personale della Capitaneria di Porto di Milazzo e della Delegazione di spiaggia di Patti (Me) a bordo delle motovedette classe 800.

Questo intervento, come molte altre attività condotte dal personale del Gruppo Operativo Subacquei, si inserisce nell’ambito delle capacità che la Marina Militare mette al servizio per la sicurezza della collettività nell’articolato e dell’ambiente marittimo.

I Palombari della Marina Militare raccomandano a chiunque dovesse imbattersi in manufatti, con forme simili ad un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo denunciandone il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla stazione dei Carabinieri.