23082017Ultime Notizie:

Palmira nuovamente presa d’assalto dall’Isis

Palmira torna a essere campo di battaglia: il governatore della provincia siriana ha confermato che l’Isis ha ripreso oggi possesso della città e che l’esercito sta impiegando tutti i mezzi per impedire ai terroristi di rimanere a Palmira.

Lo affermano l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) e il Comitato locale di coordinamento dell’opposizione.

L’Isis aveva ripreso, sabato, il controllo di alcuni quartieri della storica città siriana, già teatro di alcune devastazioni del patrimonio archeologico e atti di vandalismo durante una prima occupazione tra il 2015 e il marzo di quest’anno: i miliziani del Califfo Abu Bakr al Baghdadi avevano demolito l’Arco di Trionfo, i templi di Baal Shamin e di Bel, oltre a radere al suolo una prigione tristemente famosa in cui il regime aveva incarcerato e torturato migliaia di oppositori. I jihadisti avevano, inoltre, usato il teatro romano per le esecuzioni pubbliche e ucciso l’ex direttore del sito, Khaled al Asaad.

Gli ultimi raid russi non sono bastati ad impedire alle forze del Califfato di riprendere la città siriana in un’offensiva massiccia e inaspettata.

Circa 4.000 civili, secondo i media governativi siriani, hanno lasciato nelle ultime ore i quartieri assediati, portandone ad un totale di 70.000 dall’inizio dell’offensiva in novembre.

Il Papa è intervenuto durante l’Angelus parlando dell’emergenza siriana: “Faccio appello all’impegno di tutti, perché si faccia una scelta di civiltà: no alla distruzione, sì alla pace, sì alla gente di Aleppo e della Siria. Ogni giorno sono vicino nella preghiera alla gente di Aleppo. Non dobbiamo dimenticare che Aleppo è una città, che lì c’è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate. Purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità”.

 

Valentina G.