23102018Ultime Notizie:

Medio Oriente: fra i Paesi con il più alto indice di militarizzazione

L’evoluzione logica della storia pota a pensare che gli Stati dovrebbero avere meno paura e di conseguenza diminuire gli appmilitarittarati militari perché ciò che dovrebbe prevalere nelle relazioni internazionali è la pace.

In realtà non è così perchè come ogni anno il Centro Studi Tedesco Bonn International Center for Conversion ha reso pubblico l’Indice di Militarizzazione.

Il Medio Oriente è la regione in cui vi è il maggiore indice di militarizzazione. Questa tendenza va vista nel quadro della situazione geopolitica di quest’area: il conflitto Israelo-palestinese, la guerra in Yemen, la guerra civile in Siria e la minaccia rappresentata dallo Stato islamico.

L’indice di militarizzazione considera il peso relativo all’importanza dell’apparato militare di 152 Stati, e mette a confronto per ogni paese le spese militari e sanitarie col prodotto interno lordo(PIL), il numero totale delle forze militari e paramilitari con il numero della popolazione complessiva, la percentuale di armi pesanti a disposizione delle forze armate rispetto al numero dei cittadini. Ciò permette di valutare il livello di militarizzazione di uno Stato.

I paesi che hanno il più alto livello di militarizzazione si trovano in Medio Oriente, in Asia e anche nel continente Europeo. Israele è alla prima posizione, seguito da Singapore, Armenia, Giordania, Corea del sud, Russia, Cipro, Azerbaijan, Kuwait e Grecia.

Un dato che salta all’occhio è quello che riguarda gli Stati Uniti e la Cina che potrebbero sembrare per la loro potenza economica e loro influenza internazionale i più militarizzati, ma non è così. Gli Stati Uniti infatti sono al 29º posto e anche se in realtà hanno in bilancio spese molto alte destinate alla difesa, le risorse sono modeste rispetto all’ammontare della spesa pubblica. I costi della difesa sono passati dal 20% nel 2010 al 14,6% nel 2015, la tendenza è in calo progressivo e non sembrerebbe destinata ad invertirsi, stando a ciò che dice il governo e infatti per il triennio 2016-2019 è prevista una riduzione del 12% decisa dell’amministrazione Obama per limitare la spesa militare. Questo si coniuga con quella che è la crescente responsabilizzazione che viene richiesta ai partner occidentali, che in realtà non vede trend in crescita rispetto alle spese per la difesa da parte di questi ultimi.

La Cina occupa l’87º posto per la spesa militare che cresce tra il 12% il 15% e il budget militare è doppio rispetto allo storico rivale della regione cioè il Giappone. Nonostante questo la quota di spesa che viene investita nel settore militare risulta ridotta rispetto al PIL nazionale. Anche in Europa troviamo un alto livello di militarizzazione a causa delle crisi in Ucraina orientale che potrebbe aumentare ulteriormente la spesa destinata alla difesa e inoltre anche una corsa agli armamenti è quella fra Armenia e Azerbaigian innescata dal conflitto Nagorno-karabakh.

 

Serena Smiriglia

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