16122017Ultime Notizie:

L’ISIS e la sua scia di atrocità

Lo Stato Islamico è un gruppo terroristico islamista attivo in Siria e Iraq, il cui attuale capo, Abu Bakr al-Baghdadi, ha, nel 2014, unilateralmente Iraqi Shi'ite fighters pose with an Islamic State flag which they pulled down on the front line in Jalawla, Diyala province, November 23, 2014. Iraqi forces said on Sunday they retook two towns north of Baghdad from Islamic State fighters, driving them from strongholds they had held for months and clearing a main road from the capital to Iran. Picture taken November 23, 2014. REUTERS/Stringer (IRAQ - Tags: CIVIL UNREST POLITICS CONFLICT MILITARY TPX IMAGES OF THE DAY) - RTR4FAVGproclamato la nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo. Prima di tale proclamazione, il gruppo si faceva chiamare Stato Islamico dell’Iraq e Siria, o ISIS; le origini del gruppo risalgono ad “al-Qāʿida in Iraq” (poi rinominata “Stato Islamico dell’Iraq”) fondate da Abu Mus’ab al-Zarqawi nel 2004 per combattere l’occupazione americana dell’Iraq e il governo iracheno sciita sostenuto dagli USA dopo il rovesciamento di Saddam Hussein.
Nel 2014 l’ISIS ha espanso il proprio controllo in territorio iracheno; queste rapide conquiste territoriali hanno attirato la preoccupazione della comunità internazionale, spingendo gli USA e altri Stati occidentali e arabi ad intervenire militarmente contro l’ISIS con bombardamenti aerei in Iraq da agosto 2014 e in Siria da settembre 2014.
Attualmente, lo Stato islamico, è riconosciuto dall’ONU, da alcuni singoli Stati e dai mezzi d’informazione di tutto il mondo come un’organizzazione terroristica.

Continua a lasciarci inorriditi l’ultima atrocità che ci perviene: tre sono le persone che sono state legate a delle colonne all’interno del sito di Palmira, in Siria, e sono state fatte esplodere.
Alla macabra esecuzione si aggiunge la decapitazione di tre ragazzi, nel centro storico di Sirte, in Libia; erano stati arrestati ad agosto con l’accusa di appartenere alle milizie che dominano Tripoli.

La denuncia arriva dall’Osservatorio nazionale per i Diritti umani (Ondus) che da maggio scorso ha registrato con drammatica puntualità le nefandezze dell’organizzazione terroristica nell’antica città di Palmira. «È una nuova barbarie», scrive l’Ondus, e segnala che da settimane l’Isis inventa nuove e sempre più crudeli esecuzioni, non limitandosi più solo a decapitazioni e crocifissioni pubbliche. Infatti, la furia omicida e distruttiva, si è concentrata in particolar modo sul sito archeologico di Palmira: sono andati distrutti il monumentale Arco di Trionfo, risalente all’epoca romana, il Tempio di Bel, il simbolo di Palmira, considerato il più importante e meglio conservato del sito archeologico e il tempio di Baal Shamin. Palmira, la “sposa del deserto”, è divenuta un vero e proprio teatro dell’orrore: tra le tante esecuzioni di massa, anche la barbara uccisione di Khaled al Asaad, 82 anni, uno dei massimi esperti siriani di antichità ed ex direttore del sito, decapitato in pubblico in una piazza della città.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato la volontà di cominciare il prima possibile «azioni dirette sul terreno» contro l’Isis, in Iraq e in Siria.
Obama durante la sua ultima visita al Pentagono aveva chiesto al nuovo segretario alla Difesa, Ashton Carter, di presentargli nuovi piani per cambiare la dinamica: Carter ha ordinato ai generali di produrre una nuova strategia, che la settimana scorsa è arrivata sulla scrivania dello Studio Ovale. Il Pentagono ha proposto di mandare truppe speciali in Siria per aiutare in maniera permanente gli alleati di Washington sostenendo maggiormente il gruppo curdo YPG, che dopo i successi ottenuti nel nord del paese sta preparando un’offensiva contro Raqqa.
Si tornerebbe ad operare anche in Iraq: a causa dei limitati progressi nell’addestramento delle truppe irachene, il Pentagono avrebbe proposto di avvicinare i suoi uomini alla prima linea, per aiutare il contrattacco; ulteriore possibilità è quella di inviare elicotteri Apache, per appoggiare le operazioni sul terreno.
L’intento di Obama di mettere fine alle guerre iniziate dal predecessore Bush è stato annullato: sono chiare le pressioni da Washington sugli alleati affinché assumano compiti più operativi oltre all’addestramento.
Inclusa l’Italia.
Valentina G.

Commenta l'articolo