24062018Ultime Notizie:

Le allergie primaverili

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Insieme alla primavera, al clima più mite e alle giornate più lunghe, arriva anche l’allergia: per chi ne soffre, questo non è il periodo migliore dell’anno.

Come riportato come riportato nel sito di salute Prevention.com, le allergie possono essere combattute anche con l’alimentazione, grazie a cibi che, per le loro proprietà antinfiammatorie, aiutano a combattere le allergie di stagione:

Yogurt al latte di cocco.

I probiotici abbassano i livelli degli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche, ma non vanno bene per chi è intollerante ad alcune proteine ​​dei prodotti lattiero-caseari.

Mele.

Ricche di quercetina, un elemento che si trova anche in cipolle, aglio, cavolo, frutti di bosco e cavolfiore; le mele, come la curcuma e le fragole, aiutano a prevenire il rilascio dell’istamina da parte delle cellule immunitarie del corpo: fermare l’istamina diminuisce i sintomi.

Semi di zucca.

I semi di zucca sono ricchi di magnesio che contribuisce a rilassare i muscoli e aiuta il corpo a respirare meglio; si possono sostituire con mandorle, semi di girasole, farina d’avena, broccoli, verdure a foglia verde e cioccolato fondente.

Salmone.

Mangiare salmone è uno dei modi migliori per assumere Omega 3, che contribuiscono a tenere a bada l’infiammazione.

 

Ma non solo alimentazione; secondo un nuovo studio esisterebbe un collegamento tra la stagione di nascita e la propensione a sviluppare un’allergia: chi è nato in autunno o in inverno, ad esempio, sarebbe più predisposto rispetto a chi, invece, è nato in primavera o in estate.

Come riportato sull’European Journal of Allergy and Clinical Immunology, i ricercatori hanno studiato i marchi epigenetici (da “epigenetica“, la branca della genetica che studia tutte le modificazioni ereditabili che variano l’espressione genica pur non alterando la sequenza del DNA) di 367 volontari di 18 anni e hanno notato che la stagione di nascita lascia una specie di “impronta” nel DNA, in grado di influenzare la predisposizione o meno alle allergie. I marchi epigenetici influenzano l’espressione del gene, ossia il processo attraverso cui l’informazione contenuta in un gene viene convertita in una macromolecola funzionale (solitamente una proteina); da questo risultano diverse risposte del sistema immunitario e una suscettibilità differente alle malattie.

 

Quasi un italiano su cinque con l’arrivo della bella stagione deve fare i conti con allergie respiratorie e raffreddore da fieno (rinite); i più colpiti abitano al Nord e per quasi una persona su tre, il 31,2%, il momento peggiore è la mattina, mentre il 14,8% soffre soprattutto di notte. Ma c’è un 16% a cui i sintomi non danno tregua per tutto il giorno. Pare siano diverse anche le reazioni tra uomo e donne: mentre l’uomo si lamenta soprattutto degli starnuti e diventa di cattivo umore, la donna patisce gli occhi lucidi e i consequenziali bruciori. Oltre la metà delle donne (56,8%), infatti, trova estremamente irritante il prurito oculare, mentre più di un uomo su due (57,5%), invece, trova gli starnuti insopportabili.

Come spiega Lorenzo Pignataro, direttore dell’Uoc di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale della Fondazione Irccs Policlinico Milano, “le allergie sono un fenomeno assai diffuso in Italia. La rinite allergica è una patologia emergente che colpisce sia adulti che bambini, interessando dal 15% al 25% della popolazione. Si stima che nell’ultimo decennio gli allergici siano aumentati del 5% l’anno. Per cercare di diminuire lo sviluppo di manifestazioni sintomatiche è buona abitudine tenere sotto controllo il calendario dei pollini e seguire semplici regole come tenere chiuse le finestre, evitare di fare sport all’aperto, lavare i capelli quotidianamente per evitare che i granuli pollinici rimangono intrappolati ed evitare di uscire subito dopo un temporale poiché l’acqua frammenta i granuli pollinici che raggiungono più facilmente le vie aeree”.

Per combattere le allergie un italiano su tre, indipendentemente dal sesso, assume farmaci di automedicazione, facendo ricorso a quelli che nel tempo si sono rivelati sicuri ed efficaci nell’alleviare i sintomi; il 28,6% con i disturbi tipici della rinite chiede consiglio al farmacista e al proprio medico; solo un paziente su cinque non fa nulla aspettando che i sintomi passino con il passare delle fioriture.

 

Valentina G.

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