24092017Ultime Notizie:

Italia e cibi scaduti: bisogno o ignoranza?

Un’ analisi della Coldiretti, fatta sui dati riportati dall’Eurobarometro, servizio della Commissione Europea che misura ed analizza le tendenze cibodell’opinione pubblica in tutti gli Stati membri, e nei Paesi candidati, riporta che più della metà degli Italiani, il 55% per l’esattezza, quando la confezione non è danneggiata e il cibo sembra comunque essere in buono stato, mangia gli alimenti oltre il limite di scadenza riportato nella confezione; sempre secondo la stessa indagine emerge, inoltre, che il 32% li getta e il restante 13% decide se consumarlo o meno, in base al tipo di alimento. La Coldiretti sostiene che ciò si verifica a causa della mal’informazione dei consumatori in merito, che non sono a conoscenza della sostanziale differenza fra le diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro il”; per quanto riguarda la prima, informa la Coldiretti, è la data entro cui il prodotto deve essere consumato ed anche il termine oltre il quale un alimento non può più essere né posto in commercio e né ingerito; il consumo del prodotto, oltre la data stabilita, infatti causerebbe dei pericolosi rischi per la salute; per quando riguarda la seconda dicitura, invece, che riporta il termine minimo di conservazione, comunemente indicato con la sigla “TMC”, indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà organolettiche e gustative, o nutrizionali specifiche, in adeguate condizioni di conservazione, senza che ci siano rischi per la salute, in caso di assunzione dopo un periodo limitato, e successivo alla data riportata in confezione. È dunque una questione di mal’informazione secondo come sostiene la Coldiretti? O è oppure una problematica dettata dalla crisi della nostra economia, che ha abbassato il tasso della qualità di vita della maggior parte degli Italiani, che ad’oggi si ritrovano in gravi crisi economiche?

Umberto Crispo

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