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Interrogazione parlamentare dell’On. Catanoso

CATANOSO . — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — CatanosoPer sapere – premesso che:
l’associazione nazionale di azione sociale è un’associazione di promozione sociale ex lege 383 del 2000;
nel mese di marzo del 2012 ed il 15 gennaio 2014 ha presentato due istanze per ottenere l’iscrizione all’albo degli enti caritatevoli presso l’Agea, entrambe respinte dall’Agenzia;
la domanda del 2012 è stata respinta a seguito di controlli eseguiti dagli ispettori di Agecontrol in quanto l’Associazione, da un controllo parziale (effettuato solo su tre dei nove magazzini presenti nella macro area centrale), non aveva i requisiti richiesti dalla delibera 164 del maggio 2006;
in riferimento all’istanza del 2012, i controlli da parte di Agecontrol venivano più volte sollecitati dall’Associazione e, comunque, venivano sempre differiti dal dottor Parlani il quale adduceva motivazioni di natura economica dell’Ente;
in riferimento all’istanza del 2014, invece, dagli uffici Agecontrol non venivano evidenziati problemi di natura economica, ed i controlli venivano effettuati in tutte le sedi d’Italia nell’arco temporale di 30 giorni;
a giudizio dell’interrogante e dell’Associazione, si evince un comportamento amministrativamente ambiguo e non coerente nel corso degli anni da parte di Agecontrol: non si comprende il motivo per cui, nel corso del primo controllo del 2012, Agecontrol ha lasciato trascorrere infruttuosamente circa un anno mezzo dichiarando poi, previa istruzione sommaria (3 magazzini su 36), che l’Anas non aveva i requisiti, formulando un giudizio di inidoneità che all’interrogante pare fondato su una ispezione non adeguata; mentre tutti i controlli relativi all’anno 2014, sono stati effettuati in trenta giorni;
a seguito del primo diniego non motivato, l’Anas, il 15 gennaio 2014 presentava, così come concordato con i vertici di Agecontrol e Agea, la seconda istanza;
i controlli si sono svolti speditamente e a seguito delle lagnanze rappresentate in fase di contraddittorio, la dottoressa Lo Conte, con nota a sua firma, precisava che «detto procedimento si sarebbe concluso entro 45 giorni dalla presente comunicazione (il 3 marzo 2014)»;
il procedimento, invece, è stato definito con la nota Agea del 17 luglio 2014, oltre 120 giorni dopo, rispetto al tempo indicato nella nota del 15 gennaio 2014 in contrasto con le previsioni della legge 241 del 1990;
decorso il tempo di 45 giorni e non avendo avuto notificato alcun atto di diniego, la dirigenza dell’Anas maturava l’idea del silenzio-assenso giuridicamente supportata dal diritto positivo e dal contenuto dei verbali puntualmente rilasciati degli ispettori addetti al controllo ipotizzando che, pertanto, il ritardo fosse solo da imputare ai passaggi burocratici diretti all’iscrizione all’Albo;
contrariamente alle aspettative; con nota del 17 luglio 2014, la responsabile del procedimento di Agea, dottoressa Concetta Lo Conte, comunicava che non era stata possibile l’iscrizione nel registro, in quanto, il verbale conclusivo delle operazioni dell’Agecontrol riconfermava il precedente giudizio negativo, seppur con argomenti diversi, estrapolati in modo confuso dai singoli verbali (che attestavano l’idoneità), e concludeva nel seguente modo che l’Ente «disattende i requisiti richiesti dalla delibera 164 del 2006»;
esaminando pedissequamente la delibera 164 dell’Agea si può affermare al di là di ogni ragionevole dubbio quanto segue: a) come previsto nello statuto vi è prova che l’Anas ha tra le attività dell’oggetto sociale la finalità caritativa senza scopo di lucro; b) l’Associazione è iscritta nel registro tenuto dalla prefettura territorialmente competente – Palermo – ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361; c) l’Associazione è presente sul territorio nazionale ed ha indicato 36 strutture capofila di distribuzione, quindi, ben oltre le 20 rispetto a quelle citate nella delibera; peraltro, la delibera non parla di magazzini ma di strutture che l’Associazione possiede. Occorre precisare, per dovizia di particolare e ben si intende non per obbligo che gran parte dei suddetti magazzini sono dotati di tutte le certificazioni, ivi incluse quella sanitaria; la norma/delibera non parla di magazzini, bensì, di struttura capo fila. Infatti il C.D.A., nell’individuare i criteri per l’iscrizione degli enti all’albo, attese sia le finalità che i tempi, non poteva di certo prevedere «i magazzini» e gravarli con ciò di un onere tanto gravoso quanto dispendioso; infatti, come si legge non solo non si parla di magazzini, ma neppure di quali requisiti questi dovrebbero avere;  d) le strutture capofila di distribuzione, così come i magazzini, sono presenti in quasi tutte le regioni e comunque in tutte le macro aree (precisamente: AREA NORD: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna; AREA CENTRO: Toscana, Umbria, Lazio, Marche; AREA SUD e ISOLE: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia); in tali macro aree, così come ha anche accertato l’Agecontrol in sede di controllo sono presenti il personale, le strutture, i magazzini, il materiale promo-pubblicitario e, soprattutto, i volontari operativi da anni su tutto il territorio nazionale;
avverso il provvedimento di diniego è stato presentato un ricorso in data 28 luglio 2014 a tutt’oggi senza risposta;
l’Associazione ha svolto, e tuttora svolge, la raccolta e la distribuzione di derrate alimentari ed è presente su tutto il territorio nazionale in maniera capillare tanto da effettuare un servizio gratuito anche per un centinaio di comuni in convenzione; tutte ciò, grazie al prezioso apporto dei propri volontari che consentono e garantiscono la presenza e la solidarietà ai cittadini più disagiati che per ragioni culturali, religiose e/o sociali non si avvicinano alle strutture caritatevoli tradizionali –:
quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato affinché si possa giungere ad una positiva conclusione della vicenda consentendo l’iscrizione dell’Associazione all’albo degli enti caritatevoli presso l’Agea. (4-10360)

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