22112017Ultime Notizie:

Il fatto che un bambino cammini e parli presto non necessariamente significa che sarà un genio.

Il fatto che un bambino cammini e parli  presto non necessariamente significa che sarà un genio. Ciò non influisce sui futuri bambini SCUOLA ROMA ANASsuccessi cognitivi. Ogni genitore si aspetta che il proprio figlio cammini, parli e gattoni al più presto, tendendo a paragonarlo a quelli degli altri. In genere le ricerche sullo sviluppo infantile individuano certe tappe motorie e linguistiche raggiunte ad una certa età come un segnale precoce di alcune future condizioni patologiche. È probabile però che un bambino con autismo abbia iniziato a camminare presto e a parlare tardi o che un bambino con disprassia abbia iniziato a mostrare in ritardo delle abilità motorie di coordinazione.

In presenza di alcune patologie l’età in cui si sviluppa il linguaggio e la camminata può aiutare a capire se il bambino in futuro avrà bisogno di aiuto rispetto a determinate situazioni. Ma in realtà questo non può dare indicazioni precise riguardo al potenziale cognitivo del bambino.

Ciò che si sa è che quando si acquisiscono nuove abilità queste derivano da capacità che sono già state acquisite dal bambino. Un bambino che gattona può esplorare meglio l’ambiente circostante e riceverà dagli adulti maggiori sollecitazioni. I bambini che invece hanno imparato a camminare presto,  sono portati a scambiare oggetti con chi li circonda, sono cioè più socievoli.

Partendo dal presupposto che ognuno di noi ha i suoi tempi, non ci sono prove che  un bambino che inizi a gattonare, camminare e parlare prima sviluppi migliori capacità rispetto ad altri nel corso della vita. Lo sviluppo delle capacità motorie nei bambini può avvenire in tempi molto diversi tra gli 8 e i 18 mesi e può quindi essere una cosa del tutto normale.

Uno studio dell’Università di Cambridge ha sottolineato che c’è una relazione tra lo sviluppo del linguaggio e maggiori doti cognitive in età scolare. Uno studio dell’Università di Cambridge ha sottolineato che c’è una debole relazione tra lo sviluppo del linguaggio e maggiori doti cognitive in età scolare. I bambini che iniziano a parlare tardi, o perlomeno la maggior parte, risolvere eventuali difficoltà che ha nel linguaggio entro il raggiungimento dell’età scolare. Solo una piccola parte di essi potrebbe sviluppare disturbi del linguaggio ma in questi casi il fatto che vi siano disturbi linguistici in famiglia può essere un elemento predittore rispetto all’età in cui sono state dette le prime parole da parte del bambino. In realtà molte di queste ricerche sono falsate dalle ricostruzioni che i genitori fanno a posteriori della vita del bambino per cui ulteriori studi dovranno concentrarsi su campioni più ampi e seguire i bambini dalla nascita fino all’avvento delle prime relazioni sociali e scolastiche.

Smiriglia Serena

. Ciò non influisce sui futuri successi cognitivi. Ogni genitore si aspetta che il proprio figlio cammini, parli e gattoni al più presto, tendendo a paragonarlo a quelli degli altri. In genere le ricerche sullo sviluppo infantile individuano certe tappe motorie e linguistiche raggiunte ad una certa età come un segnale precoce di alcune future condizioni patologiche. È probabile però che un bambino con autismo abbia iniziato a camminare presto e a parlare tardi o che un bambino con disprassia abbia iniziato a mostrare in ritardo delle abilità motorie di coordinazione.

In presenza di alcune patologie l’età in cui si sviluppa il linguaggio e la camminata può aiutare a capire se il bambino in futuro avrà bisogno di aiuto rispetto a determinate situazioni. Ma in realtà questo non può dare indicazioni precise riguardo al potenziale cognitivo del bambino.

Ciò che si sa è che quando si acquisiscono nuove abilità queste derivano da capacità che sono già state acquisite dal bambino. Un bambino che gattona può esplorare meglio l’ambiente circostante e riceverà dagli adulti maggiori sollecitazioni. I bambini che invece hanno imparato a camminare presto,  sono portati a scambiare oggetti con chi li circonda, sono cioè più socievoli.

Partendo dal presupposto che ognuno di noi ha i suoi tempi, non ci sono prove che  un bambino che inizi a gattonare, camminare e parlare prima sviluppi migliori capacità rispetto ad altri nel corso della vita. Lo sviluppo delle capacità motorie nei bambini può avvenire in tempi molto diversi tra gli 8 e i 18 mesi e può quindi essere una cosa del tutto normale.

Uno studio dell’Università di Cambridge ha sottolineato che c’è una relazione tra lo sviluppo del linguaggio e maggiori doti cognitive in età scolare. Uno studio dell’Università di Cambridge ha sottolineato che c’è una debole relazione tra lo sviluppo del linguaggio e maggiori doti cognitive in età scolare. I bambini che iniziano a parlare tardi, o perlomeno la maggior parte, risolvere eventuali difficoltà che ha nel linguaggio entro il raggiungimento dell’età scolare. Solo una piccola parte di essi potrebbe sviluppare disturbi del linguaggio ma in questi casi il fatto che vi siano disturbi linguistici in famiglia può essere un elemento predittore rispetto all’età in cui sono state dette le prime parole da parte del bambino. In realtà molte di queste ricerche sono falsate dalle ricostruzioni che i genitori fanno a posteriori della vita del bambino per cui ulteriori studi dovranno concentrarsi su campioni più ampi e seguire i bambini dalla nascita fino all’avvento delle prime relazioni sociali e scolastiche.

Smiriglia Serena

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