20112017Ultime Notizie:

Il bambino dal semplice gesto grafico dello scarabocchio ne simboli la Grafomotricità

La grafomotricità è un insieme di attività grafico-espressive che accompagna il bambino nella trasformazione del samsemplice gesto grafico dello scarabocchio nei simboli grafici che costituiscono i prerequisiti della scrittura. Le diverse attività proposte tengono conto di tutti gli aspetti educativi del bambino: motricità fine, organizzazione spaziale, coordinazione oculo-manuale, postura, fluidità del gesto, pressione, schema corporeo e controllo motorio-prassico.
Nel corso dello sviluppo l’atto psicomotorio dall’incontro con fogli e colori si trasforma in traccia, ossia nel desiderio di rappresentare un’emozione, un vissuto, un movimento. La comunicazione corporea si trasforma in atto psicomotorio ed il desiderio di rappresentare si commuta in segni, linee, cerchi, scarabocchi che traducono il gesto motorio in gesto grafico. Psicomotricità e grafomotricità sono quindi connesse in un rapporto di interdipendenza, poichè il tono corporeo guida il movimento del corpo, ed in particolare del braccio, sul foglio e nello stesso tempo vi inserisce emozioni e vissuti propri del soggetto.
La scrittura è l’ultimo step della grafomotricità e costituisce il più importante atto grafico attraverso il quale il bambino può esprimere la propria personalità e identità.
Il percorso individualizzato dalla grafomotricità prevede tecniche e principi della musicoterapia, della danzamovimentoterapia, ecc.. L’integrazione di queste varie tecniche si avvale di diversi mediatori relazionali: musica preregistrata; voce cantata; strumenti musicali; oggetti psicomotori, quali cubi di gommapiuma, stoffe, bastoni, cerchi, materassi, ecc.); materiali di riciclo, come coperte, scatoloni, vecchi giornali, ecc.; oggetti grafici, vale a dire matite colorate, pastelli a cera, pennarelli, pennelli, ecc.. Così facendo si sperimentano e si vivono, in modo giocoso e divertente, tutti gli aspetti della meccanica che riguardano la scrittura. Aspetti come posizione, impugnatura, pressione vengono affrontati singolarmente in una dimensione più grande del foglio, così d’avere massima libertà ed evitare tensioni e contrazioni muscolari causate dall’eccessiva concentrazione che occorre per stare all’interno di spazi ristretti.
La scrittura è un gesto consapevole e lento, che accomuna una direzione e varie forme messe insieme; più la direzione e le forme vengono interiorizzate più la scrittura è fluida e sicura.
Sperimentando più volte la forma con il corpo si acquisisce maggior sicurezza e precisione nei movimenti manuali, utili per la scrittura.
La grafomotricità vuol essere l’impegno attraverso il quale imparare la scrittura non per mezzo della memoria, ma per merito di un’interiorizzazione naturale, buona motivazione ed interesse.

Palermo
03 Settembre 2016

Giusy Modica