20102017Ultime Notizie:

Grave strage in Siria

300 morti e centinaia di persone sequestrate è il bilancio dell’ennesimo massacro dei miliziani dell’Isis nell’est della Siria, a Deir Ezzor, dove diversi Iraqi_T-55_tank_at_Camp_Tajikamikaze si sono fatti saltare in aria: sembrerebbe una delle stragi di massa più gravi mai avvenute e commessa in un unico giorno in quasi cinque anni di guerra civile in Siria.
L’agenzia di stampa statale siriana, Sana, ha parlato di uccisioni di massa, con decine di persone massacrate: i morti stimati da fonti ufficiali di Damasco parlano, in maggioranza, di donne, bambini e anziani; alcune delle vittime sono state crocifisse, altre decapitate.
Tra le vittime vi sarebbero anche 70 militari dell’esercito governativo.
Le milizie avevano fatto irruzione in un villaggio, sabato, uccidendo più di 280 persone e gettando i loro corpi nel fiume Eufrate, nella campagna di Deir ezzor, vicino all’Iraq.
I combattimenti sono avvenuti in diversi quartieri della città: l’Isis, tramite network, ha comunicato che i suoi miliziani hanno preso il controllo della periferia nord della città; sono stati utilizzati un autobomba e trappole anti-uomo per lanciare l’assalto.
Non meno drammatico quanto accaduto nella parte nordoccidentale della città, dove i jihadisti hanno sequestrato 400 civili: anche in questo caso si tratterebbe soprattutto di donne e bambini, tutti sunniti. Stando a quanto reso noto direttore della Ong che monitora gli sviluppi in Siria, i prigionieri sarebbero stati portati in aree controllate direttamente dallo Stato islamico.
Negli scontri è rimasto ucciso il comandante Isis della provincia di Dayr az Zor, Abu Hamza al-Ansari, dall’attacco dell’esercito siriano.
Dayr az Zor, considerata il polo petrolifero siriano, è quasi completamente nelle mani dell’Isis, ad eccezione dei sobborghi nei pressi di un aeroporto militare: è una città strategica per le risorse petrolifere della regione ma, anche dal punto di vista militare, è il crocevia del collegamento tra Raqqa e la frontiera con l’Iraq.

Valentina G.

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