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Eternit e amianto come sinonimi di tumore

Da cinquant’anni ormai si fanno studi su questo materiale che sappiamo essere dannosissimo per la salute umana. Per anni è stato utilizzato per Eternit_Water_Tank_-_September_2010proteggere le case dal calore, per fare da isolante, costruire freni delle auto e potenziare vernici. Ma oggi sappiamo che il materiale di cui è composto è altamente cancerogeno ed è un Killer che non perdona e in poco tempo distrugge una vita. E l’amianto di vite ne ha distrutte tante in questi anni a causa del tumore al polmone.
Per la prima volta negli anni settanta lo ha dimostrato lo scienziato statunitense Irving Selikoff , morto nel 1992, e che nel 1966 fondò una divisione ospedaliera dedicata alle vittime dell’amianto. L’amianto è formato da fibre molto sottili di silicio, resiste molto bene al fuoco e anche agli acidi ed infatti è stato utilizzato a lungo come isolante sia nelle costruzioni che nell’industria, o per ricoprire tubi. Ma se l’amianto si sgretola le fibre di piccole dimensioni inalate, si fissano nei polmoni e provocano una malattia chiamata asbestosi, la prima malattia professionale riconosciuta in Italia, infatti è stato dimostrato che questo materiale porta al tumore al polmone. Le ricerche fatte da Selikof portarono alle prime cause legali per malattie attribuite all’amianto a causa dell’esposizione ad esso sul luogo di lavoro.
In Italia si combatte contro l’Eternit dagli anni ottanta e una lunga battaglia giudiziaria ha portato in primo e secondo grado alla condanna dell’ultimo proprietario, ma proprio pochi mesi fa la Cassazione, ha annullato la condanna perché il reato di disastro ambientale è prescritto.
La Signora Romana Blasotti Pavesi presidentessa dell’Afeva, che solo qualche mese fa ha lasciato la presidenza perché 86enne e stanca di una vita di battaglie, ha lasciato il suo posto. Lotta dal 1983 dopo la morte del marito e successivamente quella della sorella Libera, della cugina Anna e della figlia Maria Rosa, deceduti tutti per la stessa ragione: l’amianto. La signora Romana denuncia da allora la pericolosità di questo materiale insieme ai sindacati, una lunga battaglia giudiziaria l’aveva condotta quasi alla vittoria ma la Cassazione ha fatto terra bruciata di tanti anni di lotte, sacrifici e mancanze lancinanti: quelle dei suoi familiari. L’associazione ha lottato per anni per dimostrare che la Eternit era a conoscenza che quel materiale era altamente dannoso e che i proprietari ne erano a conoscenza mentre permettevano che i lavoratori e le loro famiglie entrassero ogni santo giorno a contatto con quella polvere maledetta che provoca uno dei tumori più terribili e veloci: il mesotelioma pleurico.
La sentenza della Cassazione secondo la signora Romana è stata una beffa, parlando di reato prescritto, e di fatto ci sono stati pochi e modesti risarcimenti. Ora la procura di Torino ha chiesto un nuovo processo contro lo stesso imputato per il reato di omicidio volontario, ma la strada è difficoltosa, visto che un nuovo processo potrebbe essere illegittimo sulla base del principio che nessuno può essere giudicato due volte per lo stesso reato. La signora Romana ha lascito la presidenza solo perché ormai è stanca, nonostante in questi anni abbia sentito il calore e l’appoggio di tutti i cittadini di Casale Monferrato che le ha dato la forza, questa sentenza ha reso il bilancio della sua battaglia molto amaro; lei però ritiene di avere vinto comunque perché nonostante la magistratura non abbia fatto giustizia insieme ai suoi collaboratori ha convinto il mondo che aveva ragione.
La fabbrica della Eternit è chiusa da più di trent’anni e da più di venti la lavorazione e la fabbricazione dell’amianto sono fuorilegge in tutta Italia e in molti paesi del mondo. In Italia è dal 1992 che l’amianto è bandito in tutte le forme ed oggi la legislazione avanza adattandosi ai dettami dell’Unione Europea. La legge 257 del 12 marzo 1992 e il DPR 8/8/1994 prevedono il bando di questo materiale e quindi proibiscono l’estrazione, l’importazione e la commercializzazione di prodotti che contengono amianto e conseguentemente il processo di dismissione, stabilendo che ogni regione debba prevedere un piano di protezione dell’ambiente , di decontaminazione e smaltimento e di bonifica dall’amianto. Nonostante le legislazioni e la scia di morte che l’amianto si è lasciato dietro non solo tutta la Sicilia e tutte le sue province, mi viene in mente su tutte le provincia di Messina, e anche tutte le altre regioni d’Italia hanno ancora questo problema, l’amianto è presente ovunque e lo Stato è inerte, non fa nulla, non fa sopralluoghi e non si occupa di tutto quell’amianto che ancora tutti noi possiamo dire di avere attorno e che senza accorgercene spesso respiriamo perché quando è vecchio e si sfalda o si frantuma va dritto nei nostri polmoni e ancora oggi dopo le battaglie dei familiari delle vittime e una legislazione nazionale ed europea alle spalle, lo Stato non fa nulla e ci fa respirare ancora questo veleno.

 

Serena Smiriglia

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