18102017Ultime Notizie:

Donazioni di organi: la situazione in Sicilia

La donazione degli organi è un atto di grande civiltà e di rispetto per la vita.

Donare vuol dire regalare, dare spontaneamente senza ricompensa: informarsi, scegliere e decidere in vita come esprimersi rispetto alla donazione da’ la possibilità di elaborare una posizione personale in merito alla donazione, sollevando i propri familiari da una scelta difficile in un momento delicato.

Nel nostro Paese per la manifestazione della volontà di donare vige il principio del consenso o del dissenso esplicito, art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000.

A tutti i cittadini maggiorenni è offerta la possibilità di dichiarare la propria volontà in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte, attraverso:

-  dichiarazione di volontà espressa presso gli Uffici Anagrafe dei Comuni che hanno attivato il servizio di raccolta e registrazione della dichiarazione di volontà, in fase di richiesta o rinnovo della carta d’identità. Nel caso in cui il cittadino decida di esprimere la propria volontà – sia essa positiva o negativa – questa confluirà direttamente nel Sistema Informativo Trapianti, consultabile 24 ore su 24 in modalità sicura dai medici del coordinamento regionale trapianti;

-  la registrazione della propria volontà presso la propria Asl di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo: queste dichiarazioni sono registrate direttamente nel Sistema Informativo Trapianti;

-  la compilazione del “tesserino blu” del Ministero della Salute o del tesserino di una delle associazioni di settore, che deve essere conservato insieme ai documenti personali;

- qualunque dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data, firma e conservata tra i documenti personali;

- l’atto olografo dell’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO): grazie ad una convenzione tra il Centro Nazionale Trapianti e l’AIDO, anche queste dichiarazioni confluiscono direttamente nel Sistema Informativo Trapianti.

Nel caso di potenziale donatore, i medici rianimatori verificheranno se questo ha con sé un documento attestante la propria dichiarazione di volontà o se risulta registrata nel SIT.

Se un cittadino non esprime la propria volontà in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari (coniuge non separato, convivente, figli maggiorenni e genitori) di opporsi al prelievo; per i minori sono sempre i genitori a decidere, e se anche solo uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.

Il cittadino può modificare la dichiarazione di volontà in qualsiasi momento: sarà comunque sempre ritenuta valida l’ultima dichiarazione; per gestire richieste di cancellazione della dichiarazione di volontà sono a disposizione i documenti appositi presso gli uffici competenti.

In Sicilia sono 16 i comuni che hanno attivato il Progetto “Una scelta in Comune”, che prevede l’opportunità per i cittadini maggiorenni di dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti.

Il comune siciliano più efficiente è Siracusa che dall’attivazione del sistema, lo scorso gennaio, ha già raccolto 1092 dichiarazioni; ma solo Siracusa, Delia, Avola, Valdina, Chiusa Sclafani, Tusa e San Cataldo applicano il protocollo sottoscritto nel 2014 con l’Associazione nazionale dei comuni italiani per l’applicazione della legge nazionale che prevede la garanzia della volontà di donazione sulla carta d’identità.

Alla luce del drastico calo delle donazioni che in Sicilia ha fatto registrare il 40 per cento in meno in tre anni, Bruna Piazza, rianimatrice dell’ospedale Civico appena nominata dall’assessorato regionale alla Salute alla guida del Centro regionale trapianti, chiede ai comuni di premere il piede sull’acceleratore:

Abbiamo fatto la necessaria comunicazione, creato una sezione sul sito, organizzato incontri in cui la partecipazione è stata significativa con rappresentanti degli Enti locali. Chi è venuto, era molto motivato, interessato al tema di sviluppare l’idea della donazione nelle varie realtà”.

Una corsa contro il tempo per cercare di dare risposta agli oltre 700 siciliani in attesa di trapianto.

Non siamo fanalino di coda, certe regioni stanno peggio di noi, ma di certo non siamo neanche tra i primi in classifica in Italia - sottolinea Bruna Piazza – Secondo gli standard riconosciuti a livello nazionale, dei potenziali donatori, il 50% dovrebbe andare a donazione, come avviene in Toscana, ma in Sicilia non si arriva nemmeno a un terzo”.

 

Valentina G.