13122017Ultime Notizie:

Chi non è commissariato, alzi la mano! di Valentina G.

renzi1L’abolizione delle province, che ha ricevuto il suo primo sì al Senato, porta al commissariamento 52 province che nella primavera 2014 avrebbero dovuto rinnovare gli organi politici: Alessandria, Arezzo, Ascoli Piceno, Bari, Barletta Andria Trani, Bergamo, Bologna, Brescia, Chieti, Cosenza, Cremona, Crotone, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Grosseto, Isernia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno, Matera, Milano, Modena, Monza e della Brianza, Napoli, Novara, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Venezia, Verbano Cusio Ossola, Verona.

A queste 52 se ne aggiungono 20 che furono commissariate da Monti già nel 2012: Ancona, Asti, Belluno, Biella, Brindisi, Como, Genova, La Spezia, Roma, Vibo Valentia, Vicenza e dal 2013 Avellino, Benevento, Catanzaro, Foggia, Frosinone, Massa Carrara, Rieti, Taranto, Varese.

 

Lo scorso anno la Camera approvò il “DDL 1542” o “DDL Delrio” (, dal nome del ministro per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport, Graziano Delrio): si tratta di un disegno di legge presentato dal governo alle Camere. Dopo diversi mesi di discussione in commissione, il DDL è stato approvato con i voti del PD, Scelta Civica e del NCD; SEL votò contro, mentre Lega Nord, M5S e Forza Italia abbandonarono l’aula, tentando di far mancare il numero legale sul provvedimento.

Il DDL, regola alcuni aspetti relativi all’abolizione delle province: il primo, e più importante, stabilisce che i consigli e le giunte provinciali dovranno essere abolite e sostituite da assemblee di sindaci del territorio della vecchia provincia; non ci saranno più elezioni, presidenti, giunte e assemblee provinciali: l’assemblea dei sindaci sarà costituita da tutti i sindaci dei comuni con più di 15 mila abitanti e dai presidenti delle unioni di comuni con più di 10 mila abitanti.

Gli altri aspetti si basano sull’istituzione delle città metropolitane e su nuove regole per la fusione dei comuni.

 

Il solo DDL, però, non basta ad abolire le province: bisogna anche modificare la Costituzione.

Per questo motivo il governo ha presentato anche un DDL costituzionale, il 1543, con il quale viene modificata la Costituzione per eliminare tutti i riferimenti alle province.

Le leggi che modificano la Costituzione devono essere approvate per due volte da ciascuna Camera e se nella seconda lettura non ricevono almeno due terzi dei voti devono essere sottoposte a un referendum prima di entrare in vigore: si tratta, infatti, di un processo piuttosto lungo.

 

Ma non sono solo le province ad essere commissariate: in Italia il numero di enti commissariati è molto alto. Il governo ha assunto il controllo, tramite propri commissari, in enti come l’Anas, la Rai, Finmeccanica, le Ferrovie dello Stato, il sistema aeroportuale, l’Expo 2015 o il Mose di Venezia; ma non solo, perché vanno aggiunti commissari regolatori presso autorità anticorruzione, per il sovraffollamento nelle carceri, per l’emergenza rifiuti, per la gestione afflusso extracomunitari, per l’emergenza nomadi, per le calamità naturali e molti altri.

Ad essere commissariata è stata perfino la Croce Rossa Italiana.

 

I commissari straordinari ricordano un’amministrazione parallela comoda per chi vuole gestire la cosa comune dato che possono ricorrere a procedure accelerate tramite corsie preferenziali.

Il tutto senza che il Tar o il Consiglio di Stato possano fare nulla per intervenire.

Talvolta, se la fiducia rimane, il commissario rimane al suo posto per anni anche quando le emergenze sono finite: capita che enti a partecipazione pubblica, a distanza di 11 anni, non siano ancora stati liquidati e i commissari continuino a percepire lauti stipendi.

 

 

Valentina G.

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