18072018Ultime Notizie:

Chi non è commissariato, alzi la mano! di Valentina G.

Print Friendly, PDF & Email

renzi1L’abolizione delle province, che ha ricevuto il suo primo sì al Senato, porta al commissariamento 52 province che nella primavera 2014 avrebbero dovuto rinnovare gli organi politici: Alessandria, Arezzo, Ascoli Piceno, Bari, Barletta Andria Trani, Bergamo, Bologna, Brescia, Chieti, Cosenza, Cremona, Crotone, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Grosseto, Isernia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno, Matera, Milano, Modena, Monza e della Brianza, Napoli, Novara, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Venezia, Verbano Cusio Ossola, Verona.

A queste 52 se ne aggiungono 20 che furono commissariate da Monti già nel 2012: Ancona, Asti, Belluno, Biella, Brindisi, Como, Genova, La Spezia, Roma, Vibo Valentia, Vicenza e dal 2013 Avellino, Benevento, Catanzaro, Foggia, Frosinone, Massa Carrara, Rieti, Taranto, Varese.

 

Lo scorso anno la Camera approvò il “DDL 1542” o “DDL Delrio” (, dal nome del ministro per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport, Graziano Delrio): si tratta di un disegno di legge presentato dal governo alle Camere. Dopo diversi mesi di discussione in commissione, il DDL è stato approvato con i voti del PD, Scelta Civica e del NCD; SEL votò contro, mentre Lega Nord, M5S e Forza Italia abbandonarono l’aula, tentando di far mancare il numero legale sul provvedimento.

Il DDL, regola alcuni aspetti relativi all’abolizione delle province: il primo, e più importante, stabilisce che i consigli e le giunte provinciali dovranno essere abolite e sostituite da assemblee di sindaci del territorio della vecchia provincia; non ci saranno più elezioni, presidenti, giunte e assemblee provinciali: l’assemblea dei sindaci sarà costituita da tutti i sindaci dei comuni con più di 15 mila abitanti e dai presidenti delle unioni di comuni con più di 10 mila abitanti.

Gli altri aspetti si basano sull’istituzione delle città metropolitane e su nuove regole per la fusione dei comuni.

 

Il solo DDL, però, non basta ad abolire le province: bisogna anche modificare la Costituzione.

Per questo motivo il governo ha presentato anche un DDL costituzionale, il 1543, con il quale viene modificata la Costituzione per eliminare tutti i riferimenti alle province.

Le leggi che modificano la Costituzione devono essere approvate per due volte da ciascuna Camera e se nella seconda lettura non ricevono almeno due terzi dei voti devono essere sottoposte a un referendum prima di entrare in vigore: si tratta, infatti, di un processo piuttosto lungo.

 

Ma non sono solo le province ad essere commissariate: in Italia il numero di enti commissariati è molto alto. Il governo ha assunto il controllo, tramite propri commissari, in enti come l’Anas, la Rai, Finmeccanica, le Ferrovie dello Stato, il sistema aeroportuale, l’Expo 2015 o il Mose di Venezia; ma non solo, perché vanno aggiunti commissari regolatori presso autorità anticorruzione, per il sovraffollamento nelle carceri, per l’emergenza rifiuti, per la gestione afflusso extracomunitari, per l’emergenza nomadi, per le calamità naturali e molti altri.

Ad essere commissariata è stata perfino la Croce Rossa Italiana.

 

I commissari straordinari ricordano un’amministrazione parallela comoda per chi vuole gestire la cosa comune dato che possono ricorrere a procedure accelerate tramite corsie preferenziali.

Il tutto senza che il Tar o il Consiglio di Stato possano fare nulla per intervenire.

Talvolta, se la fiducia rimane, il commissario rimane al suo posto per anni anche quando le emergenze sono finite: capita che enti a partecipazione pubblica, a distanza di 11 anni, non siano ancora stati liquidati e i commissari continuino a percepire lauti stipendi.

 

 

Valentina G.

Commenta l'articolo