18122017Ultime Notizie:

CATANIA: 18 aprile si celebra la IX Giornata europea dei diritti del malato

Si celebra la IX Giornata europea dei diritti del malato; è una ricorrenza annuale, fissata il 18 aprile di ogni anno, che per iniziativa di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, viene celebrata in numerosi Paesi dell’Unione europea.

Il Comitato consultivo dell’Asp Catania, in collaborazione con Cittadinanza attiva, per la ricorrenza, organizza, nella mattinata, in Piazza Stesicoro, un momento di incontro con i cittadini per sensibilizzare l’opinione pubblica su una nuova cultura della salute, centrata sul paziente e ispirata a un’efficace alleanza medico-paziente.

«La salute è un valore di estrema importanza – afferma l’avv. Luigi Anile, presidente del Comitato consultivo dell’Asp Catania – che i cittadini devono difendere a denti stretti, un bene comune dal valore inestimabile, ma purtroppo in sofferenza, perché sempre più affievolito quando addirittura esaurito per le fasce di utenti a bassissimo reddito. Fondamentali in queste occasioni sono i principi ispiratori della Carta europea dei diritti del malato che in questa giornata intendiamo fare conoscere e promuovere».

I volontari delle associazioni e organizzazioni facenti parte del Comitato consultivo dell’Asp Catania, saranno in piazza anche per proporre l’adesione di cittadini e associazioni no profit del settore sanitario alla Rete civica della salute come opportunità di partecipazione consapevole rivolta all’umanizzazione dei servizi sanitari, al miglioramento del Sistema sanitario regionale e alla promozione di un ruolo attivo dei cittadini.

«Abbiamo un sogno – aggiunge Anile -, che la medicina sia effettivamente centrata sul paziente per assicurare l’alleanza terapeutica e la migliore erogazione delle cure nella loro totalità e contesto».

Con questa ricorrenza il Comitato consultivo dell’Asp Catania, avvia inoltre la campagna Patient centered medicine, a cui si ispira il Patto della salute 2014 2016 per un Servizio sanitario sostenibile. 

Cosa sono i Comitati consultivi?

In Emilia Romagna li chiamano Comitati consultivi misti (CCM) e sono presenti nei distretti delle Aziende sanitarie territoriali con composizione costituita da membri elettivi delle Associazioni di tutela e del volontariato, da rappresentanti dell’Azienda, da medici di famiglia e da un rappresentante dei sindaci del territorio di competenza.

In Sicilia la legge regionale 14.4.2009 n. 5 recante “Norme per il riordino del SSR” ed il successivo D.A. 15.4.2010 di attuazione, li istituisce come Comitati consultivi aziendali e sono presenti sia nelle Aziende ospedaliere sia nelle Aziende territoriali.

Hanno poteri rilevanti che devono esercitare con autorevolezza e competenza, come:

-       esprimere pareri obbligatori e formulare proposte al Direttore Generale in ordine agli atti di programmazione dell’Azienda, all’elaborazione dei piani di educazione sanitaria, alla verifica della funzionalità dei servizi aziendali…;

-       formulare proposte su campagne di informazione sui diritti degli utenti, su attività di prevenzione ed educazione alla salute, sui requisiti e criteri di accesso ai servizi sanitari e sulle modalità di erogazione dei servizi medesimi;

-       collaborare con gli Urp (Uffici Relazioni con il Pubblico) per la rilevazione del livello di soddisfazione dell’utente rispetto ai servizi sanitari e per la verifica sistematica dei reclami inoltrati dai cittadini;

-       redigere ogni anno una relazione sulle attività svolte.

Due sono le caratteristiche significative dei Comitati:

-       l’autonomia, in quanto nella composizione non è prevista alcuna rappresentanza aziendale; il Comitato è costituito solo da organizzazioni e associazioni del volontariato no profit del settore sanitario e socio-sanitario e di tutela dei diritti degli utenti; ciò rende tali organismi liberi nell’organizzazione e nelle decisioni;

-       l’autorevolezza, altro rilevante aspetto dei Comitati, perché con il loro inserimento nella legge di riforma, la partecipazione civica al processo decisionale dell’Azienda viene elevata a rango istituzionale.

L’esercizio delle funzioni dei CCA resta comunque delicato perché richiede competenza, professionalità e leadership non sempre presenti nelle Associazioni la cui azione è destinata ad incidere sulla qualità dei servizi.

Nell’attuale momento di crisi finanziaria che sta attraversando il Paese, difficile è la sfida dei Comitati consultivi perché si devono misurare con un contesto caratterizzato da insufficienza di risorse e tagli, purtroppo incompatibili per un servizio sanitario che deve essere adeguato ai bisogni dei cittadini.

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