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Bullismo scolastico: fenomeno di disagio sociale e assenza di valori e riferimenti nei giovani

5.9.2016 – Stamani è stata data esecuzione a due misure cautelari del collocamento in Comunità Pubblica emesseLeone parete dal G.I.P. presso il Tribunale dei Minorenni  di Catania in data 31.08.2016. I destinatari del provvedimento sono due 15enni. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Santa Maria di Licodia (CT), supportati da personale della Compagnia Carabinieri di Paternò (CT).

Ai minori sono stati contestati i reati di cui agli artt. 612 bis [ATTI PERSECUTORI] commi 1 e 3 e 61 n. 11 del codice penale. Nello specifico il provvedimento del G.I.P. analizza molteplici condotte avvenute durante l’anno scolastico 2015/2016 e in particolare i due soggetti hanno:

  • Rivolto ad una minore epiteti offensivi anche attraverso l’utilizzo del telefono che causavano alla destinataria un perdurante stato di ansia e di paura, costringendo la stessa a cambiare abitudini di vita, persino a cambiare numero di telefono. La minore riferiva che aveva timore ad andare persino al bagno della scuola da sola. La fattispecie in questo caso è aggravata per aver commesso il fatto ai danni di una minore con difficoltà psichiche e all’interno dell’istituto scolastico.
  • Rivolto ad un minore straniero espressioni xenofobe che causavano nel ragazzo un grave stato d’ansia , costringendolo a cambiare le abitudini di vita.
  • Minacciato e molestato una minore aggredendola con botte e calci, sia all’interno della scuola che fuori. Rivolgendo epiteti offensivi e facendole gesti volgari a sfondo sessuale.

Gravissimo il quadro indiziario, la minore era costretta addirittura a trasferire la propria residenza per evitare di incontrare gli indagati in paese e i genitori si sacrificavano per accompagnarla tutte le mattine a scuola per evitare conseguenze più gravi.

Ad uno dei due indagati viene altresì contestato  di aver percosso, insultato e ingenerato un perdurante stato di ansia e di paura nei confronti di un coetaneo, con le aggravanti di aver commesso il fatto su un ragazzo con disturbo del linguaggio e deficit della motricità.

Anche gli insegnati confermavano riferendo di conoscere i due destinatari dell’ordinanza  “per via dei loro comportamenti antisociali e prevaricatori” e di “essere a conoscenza di vari episodi di bullismo posti in essere dai ragazzi” descrivendoli come ragazzi ingestibili. Nel corso dell’anno scolastico 2016 i ragazzi avevano minacciato gli insegnatie i collaboratori e in una occasione avevano chiuso a chiave la porta di un’aula lasciandovi all’interno un insegnante. I due giovani persecutori, dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati in due distinte strutture, una nella provincia di Ragusa e l’altra nella provincia di Messina.