20102017Ultime Notizie:

A.N.A.S.: Il Nucleo speciale di polizia valutaria di Palermo chiude un’indagine scandalo che mina la credibilità della politica e del Parlamento siciliano

anas sr sabrina deniseVoti venduti per pochi euro e politici che li comprerebbero in cambio di posti di lavoro e soldi in contanti; cibo destinato ai poveri usato per sfruttare la miseria come ricatto elettorale o per gonfiare il portafogli di qualcuno.

Non solo corruzione elettorale nell’inchiesta costata gli arresti domiciliari ai deputati regionali Nino Dina e Roberto Clemente, all’ex onorevole Franco Mineo e Giuseppe Bevilaqua, che sfiorò la vittoria al Comune di Palermo.

 

Il Nucleo speciale di polizia valutaria di Palermo chiude un’indagine scandalo che mina la credibilità della politica e del Parlamento siciliano; l’inchiesta è partita dalle microspie piazzate dai finanzieri che cercavano di ricostruire nuovi assetti mafiosi in una grossa parte della città.

Pare che Bevilacqua raccontasse dei suoi trascorsi politici e della capacità di raccogliere i voti necessari per diventare consigliere della circoscrizione che comprende i quartieri Arenella, Vergine Maria, Pallavicino, Tommaso Natale, Sferracavallo, Partanna Mondello e Mondello.

Una cimice avrebbe captato l’impegno di alcuni soggetti considerati vicini a Cosa nostra per convogliare il consenso elettorale su Bevilacqua.

Ho preso settecento voti in questa zona che a me non mi conosceva nessuno”, diceva Bevilacqua; merito di Calogero Di Stefano, Giuseppe Antonio Enea e di altri mafiosi che sarebbero stati, poi, arrestati.

 

Forte dei suoi appoggi Bevilacqua ha provato a diventare consigliere comunale, ma il candidato, nonostante il numero di preferenze ottenuto, risultò il primo dei non eletti.

 

E da qui inizia il vero scandalo; promettendo denaro e posti di lavoro in cambio di preferenze avrebbe fatto tante promesse, molte delle quali mantenute: dal finanziamento di 20 mila euro per feste rionali a posti di lavoro in asili nido, istituti di formazione, case di riposo e aziende private per parenti e amici dei mafiosi.

Alle sue promesse si sarebbero aggiunte quelle dei politici: Franco Mineo, Nino Dina e Roberto Clemente, finiti ai domiciliari; la corruzione elettorale punisce, infatti, il politico che paga o promette denaro o altra utilità.

 

Incredibile pensare che il Bevilacqua, già due anni fa, fu raggiunto da un avviso di  garanzia per appropriazione indebita: avrebbe utilizzato, per fini propri, i generi alimentari del “Banco opere di carità” destinati ai poveri. Servendosi dell’associazione Giu.Gio e con la complicità di Marcello Macchiano, dipendente dello stesso Banco, Bevilacqua avrebbe organizzato in un capannone il mercato nero dei prodotti per i poveri. I commercianti facevano la fila per accaparrarsi la merce e i sacchetti con le derrate alimentari che rimanevano venivano vendute agli stessi indigenti a cui dovevano essere forniti gratis.

 

Valentina G.

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