25092017Ultime Notizie:

La donna e lo sport

Lo sport, sia esso professionale o amatoriale, è un fenomeno che coinvolge, per lo meno in tutto il mondo occidentale, uomini e donne.
urlLa storia dello sport tuttavia è stata a lungo caratterizzata da una netta predominanza maschile, e tutt’oggi accusa profonde differenze di genere.
Le donne hanno sempre avuto ruoli sociali profondamente diversi da quelli maschili. I primi uomini andavano a caccia, mentre le donne si dedicavano ai figli, evidenziando caratteristiche di genere molto diverse: gli uomini hanno più forza fisica, una migliore competenza spazio temporale e caratterialmente sono più aggressivi e più agonisti. Le donne, per contro, sono più empatiche, hanno competenze linguistiche maggiori e sono più emotive.
Il ruolo della donna, dunque, è stato per lungo tempo legato alla sfera domestica e subordinato alla procreazione, pertanto l’attività fisica e sportiva era da considerarsi nemica della femminilità.
Le prime Olimpiadi erano aperte esclusivamente a cittadini di sesso maschile; le donne non potevano parteciparvi né da atlete, né da spettatrici, e fu così per moltissimi anni. Queste riuscirono ad insediarsi soltanto nel 1900, dove parteciparono ad alcune gare in modo non ufficiale. Soltanto nel 1920 ad Anversa sono state ammesse ufficialmente. Da allora, il numero di ragazze e di donne che partecipano alle attività sportive per dilettanti, agonistiche ed olimpiche è aumentato enormemente.
Le differenze uomo-donna sono fisiologiche, pertanto non vanno negate, ma al contrario esaltate: la donna ha doti maggiori per alcuni tipi di attività fisica, poiché ha una buona coordinazione neuro-muscolare e buone capacità di adattamento a situazioni variate e variabili; l’uomo ha doti maggiori per ciò che riguarda altri tipi di attività fisica che necessitano di forza, resistenza, ecc..
Spesso conformità e devianza sono il frutto dello stereotipo e/o del pregiudizio nello sport: la donna non può aspirare a ricoprire ruoli per cui servono doti che non ha; allo stesso modo la donna attiva, intraprendente, muscolosa, decisa ed autonoma non è più desiderabile.
Il corpo è il più evidente simbolo della differenza tra uomini e donne e lo sport è un’arena in cui esso viene messo in gioco in modo specifico.
Lo sport è stato per gran parte della storia, considerato sinonimo di potere, sacrario dell’eccellenza, ma in verità esso rappresenta una palestra di vita, sia per l’uomo, che per la donna.
Lo sviluppo dell’attività sportiva fra le donne è indubbiamente un importante segnale di emancipazione femminile.
Seppur la donna, con gli anni, abbia ottenuto i propri riconoscimenti e i propri diritti in ambito sportivo, continua ad accusare delle sostanziali differenze con il sesso maschile.
Le atlete hanno una scarsa rappresentanza mediatica e inoltre la loro retribuzione prevista è molto inferiore a quella dei colleghi maschi sia negli sport che al maschile possono essere considerati sport di massa, sia in quelli minori.
Secondo l’Uisp (Unione italiana sport per tutti) quello che manca è il coinvolgimento attivo, soprattutto a livello istituzionale, e il riconoscimento del ruolo delle donne nello sport.
Definiti e superati, in parte, giudizi e preconcetti sociali, è bene ricordare invece come, in termini di benessere psico-fisico, lo sport abbia la medesima valenza, sia per l’uomo che per la donna.
Oggi molti studi confermano che le donne che svolgono un’attività fisica, anche non competitiva, tendono ad avere una maggiore stima di sé e a guardare al proprio corpo con accresciuta soddisfazione.

 

Giusy Modica
Consulente per la salute con lo sport presso l’Associazione Anas zonale Oreto.
Per informazioni e appuntamenti chiamare al numero 091-336558 dalle ore 9:00 alle ore 13:00.

 

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